Appunti di meccanica celeste, di Domenico Dara – La recensione

Appunti di meccanica celeste è il romanzo di Domenico Dara, pubblicato da Nutrimenti Edizioni ad ottobre 2016. In lizza tra i primi 27 per il Premio Strega, non ha superato la seconda selezione, ma vi suggerisco di tenerlo in considerazione comunque, perché merita particolarmente la vostra attenzione.

Girifalco, cittadina calabrese dimenticata dalla Storia, accoglie le disgrazie di alcuni uomini e donne, soggetti al moto terrestre e alle misteriose leggi dell’universo, apparentemente prive di scopi o ragioni.
I primi capitoli, che già da soli mi avevano convinto, presentano i protagonisti di questo romanzo unico: uno alla volta conosciamo questi individui, accomunati da un qualche tipo di dolore covato dentro di sé, ma non per questo incapaci di proseguire, magari sbagliando, nelle proprie esistenze.

Lulù il pazzo attende da sempre il ritorno di màmmasa, e nel frattempo cerca sollievo nella natura, che diventa strumento per quella musica che proveniva dal balcone del professore e che era solito ascoltare quando era più piccolo. Cuncettina  ‘a sìcca scandisce le sue giornate in attesa di un miracolo, che la sottragga dalle sorti di donna sterile cui Dio pare l’abbia condannata, non abbandonando mai la speranza. Archidemu Crisippu attende il ritorno di suo fratello, servendosi degli strumenti della meccanica celeste per trovare coincidenze con quella disgrazia e spiegazioni plausibili ai fatti accaduti. Don Venanzio si circonda di donne per acquietare il desiderio perenne che lo attanaglia quotidiniamente. Mararosa dedica le sue maledizioni a Rorò ogni giorno, per avergli negato la possibilità di essere felice a fianco di Sarvatura. Angeliaddu si ostina a cercare il volto di suo padre tra i mille volti che incrocia, sperando di imbattersi in qualcuno che, come lui, ha quel ciuffo bianco dietro la testa. Continue reading “Appunti di meccanica celeste, di Domenico Dara – La recensione”

La figlia femmina, di Anna Giurickovic Dato – La recensione

La figlia femmina è il romanzo d’esordio di Anna Giurickovic Dato, e non lo si direbbe affatto. Si tratta di un romanzo dalla forza incredibile, strutturato in modo ineccepibile.

La storia è quella di una famiglia: Giorgio e Silvia sono sposati, Maria è la loro figlia. La figlia femmina, appunto. La loro vita si è divisa tra Rabat e Roma, due città che conservano un segreto terribile. Segreto che ci viene svelato in apertura, come a voler subito mettere le cose in chiaro. All’interno di un nucleo familiare che potrebbe essere accostato a migliaia di altre famiglie, si nasconde un rapporto anomalo tra padre e figlia. La piccola Maria si ritrova infatti ad essere l’oggetto di attenzioni pericolose da parte di suo padre, che si consumano proprio nella casa dove lei dovrebbe essere protetta.

Quello che spiazza i lettori più smaliziati è sicuramente la scelta di un cambio di prospettiva dell’autrice, che sceglie di dare voce a Silvia, moglie e madre, invece che a Maria. I fatti sono raccontati dal suo punto di vista, quello di una donna che assiste alle problematiche di sua figlia, sottolineate dai parenti più vicini o dalle insegnanti, cercando di trovarne giustificazioni dettate dall’età, dalla crescita; cercando insomma di farle rientrare all’interno di categorie conosciute. Sebbene i segnali si rivelino preoccupanti – la bambina ha degli strani atteggiamenti nei confronti dei suoi compagni, i suoi disegni rivelano uno stato d’animo turbato – Silvia pare non capire quale sia la radice. Continue reading “La figlia femmina, di Anna Giurickovic Dato – La recensione”

Magari domani resto, di Lorenzo Marone – La recensione

Magari domani resto
Lorenzo Marone
Feltrinelli editore, collana I Narratori
pp. 320
2017

Magari domani resto è l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone, pubblicato da Feltrinelli e uscito a febbraio 2017.

La storia raccontata è quella di Luce, una donna di Napoli, cresciuta nei Quartieri Napoletani in maniera poco convenzionale rispetto ai suoi coetanei. Luce è un avvocato, anche se non si è ancora occupata di vere e proprie cause. Fino ad allora, almeno: fin quando Arminio Geronimo, avvocato che le ha permesso di lavorare nel suo studio, decide un giorno di assegnarle una causa con la ‘c’ maiuscola. Tale Carmen Bonavita, dice, è inadatta al ruolo di madre, occorre dunque accertarsi delle sue mancanze per permettere al loro nuovo cliente di ottenere l’affidamento del bambino. Quasi costretta a ficcanasare nella vita di questa donna, Luce vi entra non proprio in punta di piedi, imparando a conoscere Carmen e il piccolo Kevin.

Non è necessario attendere molto per capire di che pasta è fatta Luce: non si piega alle regole, ma segue una sua personalissima linea di condotta; spesso appare aggressiva, sicuramente è irruenta, ma è fondamentalmente una donna di cuore e di sostanza, come si suol dire. Si rivela completamente incapace di contenere gli eccessi di rabbia davanti a un’ingiustizia, e di sicuro non ha peli sulla lingua, con chiunque si trovi ad avere una discussione. Continue reading “Magari domani resto, di Lorenzo Marone – La recensione”

Ingenuo e sentimentale amante, John Le Carré – La recensione

Ingenuo e sentimentale amante
John Le Carré
Mondadori, Bestseller
1994
pp. 476

Ingenuo e sentimentale amante è un romanzo scritto nel 1994, sebbene sin dall’inizio della mia lettura io abbia avuto la sensazione di ritrovarmi indietro nel tempo di almeno diversi decenni.

John Le Carré vi racconta la vicenda che vede protagonista Aldo Cassidy, uomo distinto, presidente di una compagnia di sua proprietà, sposato e con prole a carico. Con sua moglie Sandra si è andata a consolidare una situazione di gelo emotivo, caratterizzata da un’incomunicabilità di fondo, ma tutto sommato la sua è una vita tranquilla e agiata, che scorre allo stesso modo da anni.

I suoi ritmi e la sua intera esistenza sono però sconvolti il giorno in cui, spintosi sino a Haverdown per una casa in vendita che vorrebbe comprare, si imbatte in due persone assai particolari: si tratta di Shamus, uomo dall’aspetto insolito, e di sua moglie Helen. Cassidy scopre molto presto che Shamus è uno scrittore, lo è stato perlomeno moltissimi anni prima del loro incontro, e che le sue concezioni di cose come l’arte, o l’amore rappresentano per lui il modo in cui vive la sua vita.

Prima iniziato da Helen attraverso precisissime spiegazioni sul marito, poi appurandolo di sua mano, Cassidy impara a conoscere questo personaggio, che pure gli resta oscuro ad ogni interpretazione razionale. Comprende innanzitutto la differenza tra se stesso e Shamus:

[…] Shiller aveva introdotto una grande divisione.
«Quella» chiarì Helen «tra ingenuo e sentimentale. Sono due cose assai diverse, e che tuttavia si influenzano a vicenda.
«E io, a quale delle due categorie appartengo?» chiese.
«Be’, Shamus è ingenuo» rispose lei parlando con ponderatezza, quasi ripetesse una lezione faticosamente appresa «perché vive la vita e non la imita. Sentire è conoscere» soggiunse, con una punta di esitazione.
«Sicché, io sarei…»
«Sì. Tu sei sentimentale. In altre parole, cerchi di essere come Shamus. Ti sei lasciato alle spalle la condizione naturale e ti sei… come dire? integrato nella civiltà, sei… corrotto, ecco.»

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Il vampiro in amore torna a rivedere la luce – La recensione di Irene

Autore: Mathias Malzieu
Traduzione: Cinzia Poli
Editore: Narrativa Feltrinelli
Pagine: 192
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017

Come promesso, ecco la recensione dell’ultimo libro di Mathias Malzieu edito da Feltrinelli.

È lo stesso autore il protagonista di questa storia che narra in prima persona, sotto forma di diario, una vicenda accadutagli alla fine del 2013 e che lo ha visto trasformarsi da vampiro in pigiama in un “autosupereroe” dopo un anno intero di lotta per la sua stessa vita.

È una storia di coraggio, di speranze disilluse, di piccoli squarci di luci e di tenebre ma soprattutto di amore. Malzieu si ritrova all’improvviso a dover affrontare una malattia che lo distrugge dall’interno, è il suo stesso corpo a ribellarsi e a voler demolire il suo animo da sognatore. Il suo midollo osseo ha deciso di non volerlo salvaguardare e proteggere dai pericoli del mondo così egli è costretto a vivere “succhiando” il sangue di persone altruiste.

«In un attimo, eccomi trasformato nel mio peggior nemico. Il vampiro che mi succhia i globuli non sono altro che io»

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Pomodori verdi fritti, di Fannie Flag – La recensione

Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop
Fannie Flag
Rizzoli, BUR Biblioteca Universale
Edizione 2000

Pomodori verdi fritti, così buoni si mangiano soltanto al Caffè di Whistle Stop. È Ninny Threatgood a raccontarlo, così come ci racconterà la storia di quel piccolo paese dell’Alabama, che una volta faceva da scalo ferroviario.

Siamo nel 1986, nella casa di cura di Rose Terrace, dove la signora Threatgood è ricoverata assieme alla sua amica, la signora Otis, per farle compagnia finché non si adatterà al nuovo domicilio. Una delle tante domeniche preposte alle visite dei familiari, Evelyn sta accompagnando suo marito Ed a trovare sua madre, ricoverata anch’essa a Rose Terrace, e si imbatte accidentalmente in una delle chiacchiere che la signora Threatgood sta facendo in memoria dei tempi andati. Inizierà tra le due un viaggio alla scoperta di Whistle Stop, dove è cresciuta all’interno di casa Threatgood, a fianco di personaggi indimenticabili.

Pomodori verdi fritti è il racconto di una cittadina d’altri tempi, tempi in cui le differenze razziali pesavano come macigni ma che lasciavano sperare in sprazzi di luce grazie a quel caffè, punto di incontro di disperati e attempati; e grazie a persone speciali come Idgie Threatgood, “l’incantatrice di api” che tutti amarono. Ninny ci accompagna alla scoperta di una famiglia generosa, che affronta il lutto con coraggio, e di Idgie, acerba e spregiudicata ragazzina incapace di sottostare alle regole: la vediamo crescere, di capitolo in capitolo, la vediamo affrontare situazioni in cui spesso si infila con tutte le scarpe, e la vediamo innamorarsi. L’arrivo di Ruth a Whistle Stop sconvolge la sua esistenza in tutti i modi possibili. La sua bellezza è incantevole ma riservata, e Idgie ne sarà stregata sin da subito. Continue reading “Pomodori verdi fritti, di Fannie Flag – La recensione”

Numero Undici, di Jonathan Coe – La recensione

Numero undici
Jonathan Coe
Feltrinelli editore, collana I Narratori
pp. 374
2016

Jonathan Coe è tornato in libreria lo scorso anno con il suo ultimo romanzo: Numero undici, undicesimo romanzo dell’autore inglese. Dopo alcuni anni di silenzio, torna a raccontare l’Inghilterra con il suo stile oramai – ai miei occhi – riconoscibilissimo, in un mix come sempre perfetto di pubblico e privato.

Ognuna delle storie che Coe sceglie di raccontare è accomunata, innanzitutto, da un simbolismo continuo ma velato, un numero che di volta in volta vediamo ricomparire nei contesti più disparati. In questo romanzo, il punto di vista della storia è sempre femminile: Rachel ed Alison ne sono le protagoniste principali, immortalate in fotografie che dall’infanzia arrivano all’età adulta.

Amiche sin da bambine, si ritrovano a condividere un’esperienza che ha del paranormale, quasi, esperienza che le suggestionerà incredibilmente: durante un soggiorno a casa dei nonni di Rachel, nei giorni in cui i telegiornali espongono la strana casualità dei fatti legati alla morte di David Kelly, lo scienziato che smascherò Tony Blair e le sue bugie rispetto alla guerra in Iraq, le due bambine si avventurano nel bosco poco lontano dall’abitazione, prese dalla curiosità tutta infantile di scoprire chissà cosa. Qualcosa lo scoprono, però. Delle carte inquietanti, sparpagliate per terra, che conducono ad una storia che non le abbandonerà mai, e al numero undici di una casa spaventosa. Continue reading “Numero Undici, di Jonathan Coe – La recensione”