Le recensioni – Il rifugio, di W. Paul Young

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Il rifugio
W. Paul Young
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, collana Best BUR
2014

Mack è un uomo alla deriva, sconvolto dalla perdita della figlia. Un giorno trova fra la posta un biglietto misterioso_ qualcuno che si firma Pa, nomignolo con cui la moglie si rivolge a Dio, lo invita a recarsi al “rifugio”, il luogo in cui la piccola Missy ha trovato la morte, uccisa da un maniaco.

Questa è solo la prima parte, che riprendo dal libro stesso, per introdurvi alla storia di Mack, uomo ordinario cui viene sconvolta la vita dalla tragicità di un evento come la perdita di un figlio. La primissima parte del libro, quella da me più apprezzata, ha un forte pathos, perché per certi versi ricorda un thriller, perché preannuncia l’evento che sconvolgerà il percorso di quest’uomo e del libro stesso. In queste pagine si ha l’impressione di seguire Mack, a pochi passi di distanza, e di stare assieme a tutti gli altri personaggi, satelliti di una sorte che non è toccata a loro (per fortuna).
Poi un biglietto firmato Pa, e nient’altro, se non ipotesi e castelli in aria. Leggendolo, io stessa ho cercato più volte di giustificare il successivo accadimento dei fatti, dandomi spiegazioni che puntualmente sono state smentite. Se prima di iniziare la lettura avessi letto la biografia dello scrittore, probabilmente sarei riuscita a giustificare le trecento pagine seguenti, ma non è mia abitudine conoscere la penna, e non l’ho fatto. Se l’avessi fatto, avrei conosciuto un uomo studioso di teologia, mosso da una fede religiosa profonda, che non poteva non trapelare dai suoi scritti. A me, che ho un trascorso intellettuale diverso, è sembrata fantascienza, una costrizione continua di un credo che ha così poco di reale e così tanto di presuntuoso, in tutte le sue forme. Pur volendo veicolare un messaggio positivo, il libro suona stonato a chiunque non ammetta l’esistenza di un Dio, e purtroppo delude le aspettative. A tratti, la storia diventa paradossale e oltrepassa ogni limite.
Sebbene la scrittura sia fluente e piacevole, la trama non regge i propositi di elogio alla Grazia divina.

Voto: 1/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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