Le recensioni – Le farfalle barriscono, di Silvia Mattana

Le farfalle barriscono
Silvia Mattana
Echos Edizioni, collana Latitudini
2015

Una giovane donna, le sue amiche, Roma sullo sfondo. Questi gli elementi a partire dai quali Silvia Mattana sviluppa la storia del suo primissimo libro. Le farfalle barriscono racconta le vicende di Viola, una ragazza con un passato importante, che ha lasciato delle cicatrici difficili da nascondere e che quotidianamente lotta per non essere sopraffatta da una vita che non fa che creare confusione, scombinare i suoi piani. In questo percorso la affiancano Emma e Alice, così diverse da lei eppure a lei così vicine.
Leggendo queste pagine, inevitabilmente mi è capitato di vedere me stessa, di ricordare quelle situazioni che nel passato mi erano apparse così irrisolvibili, così tragiche, e che invece ho superato, come succede a tutti. E mi si è stampato in faccia un sorriso, perché è questo che Silvia Mattana è stata capace di fare, sebbene sia alle prime armi: senza alcuna presunzione, mi verrebbe da dire che questo libro è come un romanzo di formazione dei tempi nostri, in cui la protagonista intraprende quello che qualcuno avrebbe chiamato Il Viaggio dell’Eroe, un percorso tortuoso, in cui si perdono stabilità e certezze, in cui ci si mette alla prova, si entra in un tunnel dal quale però si esce, si deve uscire. Quella di Viola è una presa di consapevolezza lenta ma costante, che trova il suo apice nella chiusura, di cui per ovvie ragioni non vi parlerò, ma che è esplicativa di una generazione – la nostra – che è quasi costretta a prendere sempre decisioni importanti, che non può stare ferma ma deve accettare il cambiamento, deve abbracciarlo, per non soccombere. E all’interno di vicende amorose e lavorative anomale, emergono momenti di scrittura da rileggere, da sottolineare (i lettori capiranno e riconosceranno la pratica), come questo:

Dare un valore sbagliato ad una persona che non merita per niente quel dannato valore è l’errore più grande. Si può sbagliare la schedina, si può sbagliare numero o sbagliare taglia di un paio di jeans, credendo di essere dimagrita, ma non si può sbagliare la persona che vuoi che ti completi. Dovrebbe esistere una scuola. La chiamerei “Istituto per l’Identificazione dell’Uomo giusto per te” con la seguente lezione “Insegnamento del calcio nelle palle più violento all’uomo che credevi fosse quello giusto per te” un po’ lunga, ma meritevole.

Immagino sia chiaro che ho gradito, ho molto gradito. Ho visto nell’autrice tante cose, tante possibilità, che spero confluiscano in un sequel (che sarebbe abbastanza appropriato oltretutto). Insomma, ve lo consiglio! Le farfalle barriscono ha il vento in poppa.

Voto: 4/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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