Etica dell’acquario, di Ilaria Gaspari – Le recensioni

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Etica dell’acquario
Ilaria Gaspari
Voland Edizioni
2015

La storia di Etica dell’acquario è la storia di una città, Pisa, e di alcuni giovani ragazzi che in quella città trascorrono gli anni dell’università. Apparentemente, si tratta di questo. Ma all’interno di questa città si nascondono segreti, disturbi, infelicità, intere esistenze che confluiscono tutte all’interno del collegio, altare davanti al quale generazione di studenti consacrano la propria vita accomunati dalle migliori intenzioni ma corrotti poi da una vita artificiale ma non per questo meno crudele, anzi. Nei corridoi del collegio, nelle sale della biblioteca, tra i banchi della mensa, si addensano le storie di Gaia e dei suoi compagni per la vita (forse). Quel che potrebbe apparire come un’ordinaria quotidianità all’insegna dello studio, pizzicata da gelosie e competitività tipiche della gioventù, si trasforma in un magazzino in cui vanno a finire gli sbagli, talvolta irrimediabili, di individui che hanno consapevolmente scelto la strada più ardua per vivere, quella dell’infelicità. Gaia, sommersa da pensieri per anni taciuti, si ritrova a distanza di dieci anni in quella città, da cui tutto aveva avuto inizio: qui è costretta (anche se di costrizione non si tratta) a incontrare Marcello, grande amore dei tempi dell’università, e a fare i conti con tutto ciò che di irrisolto aveva lasciato, per accantonarlo in quella parte più oscura di noi stessi che è il subconscio.

Ma più spesso ero felice di essere riuscita ad andarmene lontano, perché davvero mi sentivo lontana. Mi piaceva quella sensazione asprigna di malinconia e libertà sotto l’azzurro ininterrotto del cielo. La notte seguivo sul soffitto le sagome di foglie sconosciute, ritagliate nella luce del lampione.

Allontanarsi da se stessi per paura di ammettere i propri limiti, respingere gli altri per crogiolarsi nell’errore senza il dovere di rimediarvi. Gaia trascina con sé i fantasmi di Matteo, di Virginia, e di se stessa.

Ilaria Gaspari scava nell’animo umano, tra le sue ombre, ma con gentilezza, servendosi di una scrittura intensa, serrata, ma mai aspra. Come quei pesci che, per la legge darwiniana della sopravvivenza naturale, hanno dovuto trasformarsi per non soccombere, così la scrittura si plasma a seconda dei momenti che ritrae con una veridicità meravigliosa: diventa cupa, davanti al buio di un collegio sventrato che ti osserva con occhi cattivi spogliandoti di ogni riparo, con la semplicità con cui descrive gesti quotidiani che ricordano casa, con la dolcezza con cui dedica pagine ai ricordi.
Questo libro è stato commuovente, forte, vero. Dovete assolutamente leggerlo.

Voto: 5/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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