Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella – Le recensioni

Non dirmi che hai paura
Giuseppe Catozzella
Feltrinelli editore, collana Universale economica
2015

Ogni percorso di crescita è costellato da una miriade infinita di esperienze: alcune sono reali, altre solo immaginate. Quando si cresce, si maturano convinzioni, sogni, desideri, paure, dettate dalla propria indole e dal contesto in cui quella persona è calata. Spesso crescere vuol dire prendere man mano consapevolezza della crudeltà del mondo intorno, e aggrapparsi ad un sogno talvolta è l’unica possibilità per non cedere. Alla cattiveria, alla vita stessa.
Samia è solo una bambina, vive a Mogadiscio, in Somalia, assieme ad una famiglia povera, numerosa, ma tutto sommato felice. In quello spiazzo in cui è stata “costruita” la sua casa c’è un eucalipto, che separa la sua abitazione da quella della famiglia di Alì, il suo migliore amico. Samia e Alì sono abituati a vivere in condizioni che qualcuno definirebbe disumane, sono abituati a dormire in uno spazio piccolissimo assieme ai propri fratelli e alle proprie sorelle. A loro non importa, tutto sommato. Hanno imparato ad accettare quel che hanno, e lo hanno fatto con quella leggerezza tipica dei bambini, che rimangono tali dovunque essi crescano. Assieme, hanno reso la vita un posto più bello, poiché l’hanno abitato di speranze infantili ma non per questo meno importanti.

In quelle settimane, in quei mesi, io e Alì abbiamo messo in comune tutto quello che avevamo, senza paure e avidità: ci siamo scambiati i sogni.

Hanno imparato a sognare guardando nella stessa direzione, e nello stesso modo: correndo. La corsa è l’evasione, è la possibilità – l’unica – di andare oltre il terrore seminato dai fondamentalisti, di non guardare i fori dei proiettili, di abituarsi all’odore del mare pur sapendo di non poterlo vivere.
La corsa è il sogno di Samia. Ci crede con una forza d’animo commuovente. La sua storia, una storia vera così piena di amore e vita che a pensarci mi si spezza il cuore, è una storia che andava raccontata.. i canti di sua sorella, il regalo di aabe, suo padre – quella fascia dalla quale non si separerà mai più, la silenziosa tenacia di una madre che deve lasciar andare i propri figli proprio perché li ama. E i tradimenti da affrontare, le delusioni che continuamente il mondo infligge a chi non è nato privilegiato, e la tenacia e la costanza e l’incessante coraggio che Samia dimostra sono strazianti, se ci penso.

Questo libro ha fatto breccia nel mio cuore, non avrebbe potuto fare altrimenti. Sono grata a Giuseppe Catozzella per aver fatto in modo che ne venissimo a conoscenza, perché serve sempre qualcuno che irrompa e strappi questo velo apatico in cui siamo, che dico sono avvolta, è necessario che vengano aperti gli occhi su un mondo così vicino e del quale ci sembra sempre di non fare parte. Facciamo tutti parte di questa realtà straziata, non lo si può più negare. Per Samia, e per tutti gli altri.

Voto: 5/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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