Le cose che restano, di Jenny Offill – Le recensioni

Le cose che restano
Jenny Offill
NN Editore, collana La stagione
2016

Imparare a stare al mondo non è un mestiere per tutti. Farlo con gli strumenti giusti è ancora più difficile. Farlo con l’aiuto delle storie, della magia, della scienza, beh.. è tutto un’altra cosa. Lo è per Grace, la bambina protagonista dell’ultimo libro di Jenny Offill, Le cose che restano. Il padre è un eterno sostenitore delle ragioni scientifiche, il suo unico credo; la madre è una donna poliedrica, appassionata di storie esotiche, e di una vita vissuta alla scoperta dei misteri del mondo. La storia della loro famiglia è una storia sorprendente, in cui si viene trascinati di notte immersi in un lago a tratti spaventoso, nei cui fondali è nascosto un mostro – Grace non l’ha mai visto, ma c’è, questo è sicuro -, dove dimenticarsi i vestiti a riva e perderli non rappresenta un problema (si può tornare tranquillamente in auto senza destare indignazione alcuna).
Il potere della parola, dei racconti che ne scaturiscono, è d’altronde il modo migliore di affrontare ogni circostanza. Questo è quello che pensa la mamma di Grace, trascinandola nell’incanto delle sue storie, ma non solo. Quando non è più facile distinguere il racconto dalla vita vera, perché una prospettiva finisce per coincidere con l’altra, ecco che viene a crearsi una sorta di confusione, in cui questa bambina è costretta a districare il filo imbrogliatissimo di quella matassa, che l’ha condotta lontano da casa, dalla sua casa delle bambole illuminata dappertutto con quelle porte e quelle finestre così reali.

Questo libro è stato per me un viaggio, non soltanto nella storia del mondo e delle sue prime forme di vita, ma nell’animo umano, che talvolta è in preda a passioni irrefrenabili e può portare sulla strada sbagliata. Ma cos’è che è sbagliato, in fin dei conti? Seguire l’istinto o aggrapparsi a stupidi manuali di scienze? Probabilmente Grace non sarà in grado di scoprirlo al termine del libro, lascerà a noi la possibilità di scegliere se viaggiare con il finestrino abbassato in un’auto che percorre strade deserte, o se restare appollaiati davanti a una finestra a spiare la bambina cieca aldilà della strada di casa.
Un libro particolarissimo, non per tutti.

Voto: 3/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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