Atti osceni in luogo privato, di Marco Missiroli – Le recensioni

Atti osceni in luogo privato
Marco Missiroli
Feltrinelli, collana Universale economica
2016
pp. 256

Libero, un nome che è già una speranza. Ma che dico, una promessa. E di speranze e promesse parla Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli. E di Libero, piccolo uomo della cui storia – dall’infanzia all’età adulta – vengono sviscerati i fatti, le delusioni, gli amori, i libri, i dolori, i compromessi.
In principio è il 1975, Parigi, X arrondissement, rue des Petits Hotels: ci si è trasferito da poco assieme alla sua famiglia, della quale iniziano – sin da subito – a fuoriuscire i segreti. Emmanuelle, amico dei suoi, ne custodisce uno. Dopo un pomeriggio come un altro, Libero viene “iniziato” ad un genere di esistenza del quale non aveva sospettato  nulla fino ad allora. Quel percorso, iniziato di sottecchi, spiando la propria madre in camera da letto, è un percorso di iniziazione non soltanto al sesso – a quegli atti osceni – ma alla vita stessa. Una vita che si articola di rapporti controversi con un padre eccezionale (ma agli occhi di un bambino non sempre decifrabile) e di una madre dotata di una forza straordinaria (confusasi essa stessa nelle pieghe del quotidiano).

Ma la vita non sarebbe la stessa senza le amicizie. Alcune di queste nascono per caso, perché sarebbe suonato strano il contrario. Altre invece sono quasi calcolate, come se il destino avesse giocato un colpo inaspettato, e assistesse da lontano al suo accadersi. Marie, un incontro fugace ma significativo nell’infanzia. Poi più niente. Ritornerà, e porterà con sé delle storie meravigliose: sono le storie dei romanzi più significativi, storie che talvolta gridano così forte da costringerti a tapparti le orecchie. Marie accompagna Libero alla conoscenza di Buzzati, di Camus, e di tanti altri che gli insegneranno, semplicemente, a stare al mondo.

Dal mio rientro a Parigi qualcosa è cambiato anche per me. Ha a che fare con la polvere tolta dalle cose […]
Ti penso sempre, ieri più di sempre: in bibliò è venuto un sedicenne che mi ha chiesto un consiglio di lettura. Ho deciso per “La collina dei ciliegi” e mentre glielo davo ti vedevo a mille chilometri di distanza con la paura di scegliere tra la vita e l’oscenità, senza sapere che sono la stessa cosa. L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.
Tieniti stretta la tua meravigliosa indecenza, Grand.

E al mondo Libero impara a starci, maturando dei desideri del tutto ordinari, come è legittimo che sia per un ragazzo. Libero scoprirà le regole dell’attrazione, a cui spesso non è capace di resistere; ma anche molto di più. Scoprirà che nel momento stesso in cui rendi consapevole te stesso di amare qualcuno, è come se lo condannassi ad un’eterna paura.

Questo libro ha toccato le corde più intime che esistano, ha raccontato la vita con un impeto e una passione che rivedo in me stessa, scegliendo i racconti più adatti a descrivere i tumulti del cuore e della carne. Svelarvi più di quanto non abbia già fatto vi priverebbe di sentimenti che non oso negarvi, perché sono bellissimi.
Dovete leggerlo, assolutamente. Sono certa che troverete tanto di voi stessi tra quelle pagine, sulle quali ho pianto, ho riso, ho vissuto.

Voto: 5+/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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