Recensioni

Chi manda le onde, di Fabio Genovesi – Le recensioni

Chi manda le onde
Fabio Genovesi
Mondadori, collana Scrittori italiani e stranieri
2015
pp. 391

Luna, un nome che è già carico di significati: una bambina albina, una vita che – seppur breve – ha già conosciuto la bruttezza del mondo. Ogni giorno è filtrato da un velo, quello senza il quale non potrebbe guardare gli altri, non potrebbe guardare il mare. E tanto più tenta di avvicinarsi alla vita che non può vivere a pieno, tanto più percepisce quella sensazione, quel frizzare della pelle, degli occhi. Luca è suo fratello, è un giovane attraente, capace di coinvolgere chiunque decida di scambiare anche solo poche parole con lui. Anche sua madre, Serena, donna stravagante ma con una grande forza. E a Sandro, che si trova quasi per caso a incontrare le esistenze di questa famiglia decisamente atipica stravolgendone un po’ i piani.

Sin dall’inizio, emerge una caratteristica, che permea l’intero libro e che ne contraddistingue l’intero andamento: lo stile è una corrente continua, che si adatta e si plasma a seconda del punto di vista del personaggio, che spesso cambia da capitolo a capitolo. Proprio in quanto multiforme, quella di Genovesi è una scrittura sporca, piena di errori, ma quantomai splendida, perché vera, verissima.
La trama, che forse è portata troppo per le lunghe (specie nella parte finale), è sicuramente originale, divertente per certi versi, nonostante alcuni avvenimenti tragici. Mantiene sempre uno sguardo ingenuo sulle cose, anche se la prospettiva non è necessariamente quella di una bambina. E così le credenze più assurde si mescolano ai sentimenti più profondi, in pagine talvolta commuoventi, talvolta bizzarre.
Fabio Genovesi, che con Chi manda le onde ha ottenuto il punteggio maggiore da parte di una giuria composta da ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 18 anni, rivela un animo nobile, insegna a guardare il mare e tutto ciò che lascia sulla sua riva come fosse un dono, anche se agli occhi dei più sembrerebbero solo degli scarti. E per combattere contro le onde serve solo capire che farsi trascinare, a volte, è la scelta più giusta.

Ogni colpo è più forte e profondo, un passo in là verso un mondo dove non ha più senso chi sei, cosa vuoi, cosa è giusto e cosa no. E avanti così, e ancora, e ancora, per il tempo senza tempo delle cose che danno senso a tutto, e uno si sveglia ogni giorno e si veste e si pettina ed esce di casa perché sa che ogni tanto, nei giorni sempre uguali, a sorpresa si infila un pezzetto di questo tempo qua, e giustifica tutto il resto.

Voto: 3/5

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