Eva Luna, di Isabel Allende – La recensione

Eva Luna, un nome che da solo evoca mondi lontani.

Eva Luna

 

Eva Luna è una bambina, figlia di genitori che non possono assicurarle un futuro. Sin dalla più giovane età ha solo se stessa, e quella particolare dote a intrecciare le parole in storie meravigliose ed entusiasmanti che le salverà la vita. Una vita costellata da continui spostamenti da una casa all’altra, da un personaggio all’altro, ed ognuno dei suoi soggiorni come serva, o semplicemente come ospite, diventano spunti che potrebbero esser confusi con micro romanzi indipendenti.

Lo sfondo a ciascuna di queste storie è una terra pervasa dalla dittatura, quando il potere impediva le libertà più semplici degli esseri umani; e il contesto è rappresentato da una popolazione estremamente viva, il cui spirito si accende in preda alle passioni più carnali, ma è anche guidato da un’estrema generosità dell’animo. Eva Luna lo scopre sin da subito, nella dimora del Professor Jones. Ma ogni felicità deve presto lasciare il posto ad un cambiamento, e la giovane protagonista lo scopre molto presto: nella solitudine di una casa nuova, impara a contemplare la bellezza di un dipinto, impara a servirsi di tutte quelle parole accumulate per volare aldilà di tetti e volti sconosciuti e avvicinarsi a ciò che più le manca.

La Madrina, Elvira, la Signora, Melecio, Riad Halabì sono solo alcune delle stralunate figure che incrociano la sua vita. Parallelamente, Isabel Allende racconta un’altra storia, che si svolge prima  in Europa, poi molto vicino, in uno strano villaggio dell’America del Sud: Rolf Carlé, la sua dedizione e la maturità che nella crescita acquisisce conferendogli l’aspetto e il carattere di un uomo. Nelle pagine dedicate alle sue esperienze e ai suoi viaggi, mi ha ricordato il Diego di Venuto al mondo, ci ho riconosciuto la medesima onestà intellettuale. Ma non è l’unico uomo che entrerà per vie traverse nell’esistenza di Eva Luna. A qualcun altro la protagonista rivolgerà il suo amore, in pagine che ho trovato nostalgiche e accorate.

Ma Huberto Naranjo ricomparve, mi avvicinò per strada, di nuovo andammo in albergo e ci amammo con la stessa passione. A partire da allora, ebbi il presentimento che sarebbe sempre ritornato, anche se ogni volta mi lasciava credere che era l’ultima. Entrò nella mia esistenza fasciato da un’aura di mistero, portando con sé qualcosa di eroico e di terribile. Diedi briglia sciolta all’immaginazione e per questo, credo, mi rassegnai ad amarlo anche nell’incertezza.

Isabel Allende unisce la storia alle credenze popolari, confonde le esistenze di un popolo sofferente ma coraggioso. L’intero libro è una casistica di casi umani dal cuore d’oro, è la metafora della vita stessa, irta di ostacoli ma pur sempre meravigliosa.
Le parole, il loro potere, possono salvarti da qualunque cosa.
Eva Luna racconta e noi la ascoltiamo, e potremmo non smettere mai.

Eva Luna
Isabel Allende
Feltrinelli, collana Universale Economica
pp. 272
2008

Voto: 5/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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