Frida, di Hayden Herrera

Non sono mai stata un’appassionata di biografie, credo di non averne mai letta una prima di questa. Ma l’eco di un personaggio come Frida mi ha sempre affascinato, al punto da convincermi a scoprire di più su questa donna così anticonvenzionale.

“Frida. Una biografia di Frida Kahlo” è scritto da Hayden Herrera ed è edito da Neri Pozza.

Frida

Quello sguardo, ritratto in copertina, pare fissarti con fare indiscreto.

Inizi la lettura e ti senti immerso in una delle storie di Marquez, caratterizzate da esotismo e arte. Ed è un po’ questo che la contraddistinse, in verità. La storia di Frida appare difficile da categorizzare, come d’altronde lei stessa rifiutò sempre di fare finché fu in vita.

Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, Frida non visse una vita fortunata, a causa della poliomelite che l’afflisse all’età di sei anni e al rovinoso incidente in cui fu coinvolta quando ne aveva diciotto. I traumi e la sofferenza provati in quelle occasioni non l’avrebbero mai lasciata, ma sarebbero stati una sorta di marchio distintivo della sua persona e della sua arte.

La ricostruzione che viene fatta da Herrera è ricca di dettagli molto particolareggiati, arricchiti da lettere della pittrice messicana e delle persone che più le furono vicine almeno in un periodo della sua esistenza. Un’esistenza che ha quasi del soprannaturale. Frida Kahlo, prima che una pittrice di straordinario talento, è stata una donna al di fuori di ogni schema, una donna incapace di pudori o vergogna, sempre fiera – anche nelle disgrazie – e onesta, innanzitutto con se stessa.

Dalla sua giovinezza, emerge un carattere esuberante, talvolta esagerato, comunque sopra le righe. Frida spicca, dovunque vada.

Frida-2

L’incontro con Diego Rivera, più di vent’anni più grande di lei, è di sicuro una pietra miliare di una vita vissuta eccentricamente. L’amore di Frida per quest’uomo non ebbe confini, superò tutti i limiti possibili della convenienza, della normalità. Non saprei immaginarmi un amore così grande che sia capace di ricondurti sempre dalla stessa persona, nonostante tutto (laddove per tutto si intendono i tantissimi tradimenti di Rivera in primis, ma non soltanto).

In una delle tante lettere, leggiamo:

Fin dall’inizio Frida sapeva che Diego non lo si poteva possedere, che la sua prima passione era l’arte, che pur amandola i veri oggetti della sua devozione erano la bellezza, il Messico, il marxismo, «il popolo», le donne (molte), le piante, la terra. «Diego è al di là di ogni relazione personale circoscritta e precisa» scrisse Frida. «Non ha amici, ha alleati: è molto affettuoso, ma non si abbandona mai». Voleva, ella disse, essere la sua migliore alleata.

Non sorprende che una donna capace di sentimenti di questo tipo non potesse essere come le altre. Ed in effetti non lo è stata, sotto tanti punti di vista. Frida ha sofferto moltissimo, sin da bambina ha come guardato la morte in faccia, scegliendo però di diventare sua amica. La morte è uno dei lati della medaglia delle sue opere, che oscillano sempre tra inno alla vita e visioni di morte. I dualismi, però, non finiscono qui: Frida è capace di essere allo stesso tempo preda e predatore, rivelando un animo complesso e meraviglioso proprio alla luce di quella complessità:

«Non esiste arte più squisitamente femminile, nel senso che, per essere il più seducente possibile, si presta volentieri a farsi di volta in volta assolutamente pura e assolutamente perniciosa. L’arte di Frida Kahlo de Rivera è un nastro intorno a una bomba»

La femminilità di Frida, che emerge soprattutto dai tanti autoritratti, è ciò che la rese così particolare agli occhi di tutti: la cura che conservò – anche nei momenti di più acuto dolore fisico – nel creare i propri abiti, nell’adornare se stessa con anelli e fiori intrecciati, le sue radici messicane, la sua sfrontatezza, in poche parole la consapevolezza di essere se stessa, sono tutti elementi di quella femminilità.

Frida

Potrei dilungarmi ancora molto, tanti sono gli spunti che questa lettura ha instillato: l’arte così diversa rispetto a ciò cui si è abituati ad assistere, le rotture con Diego, gli amori extraconiugali, le operazioni chirurgiche, il successo come artista… e molto altro ancora.

Entrare nel mondo di Frida è come fare un bagno d’iniziazione, in cui sai come sei prima di entrare ma non sai come sarai una volta uscito. Una cosa è certa: uno degli insegnamenti che questa donna ha lasciato a tutti è il coraggio di non rinnegare mai la propria natura, le proprie origini, di abbracciare la vita in tutte le sue forme, sempre.

Viva la vida.

Voto: 5/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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