Il peso minimo della bellezza, di Azzurra de Paola

Il libro di oggi è Il peso minimo della bellezza di Azzurra de Paola, edito da LiberAria. È una storia di cui si fatica a parlare,  perché tratta uno degli argomenti più complessi e spesso dolorosi che possiamo attraversare nella vita: il rapporto con nostra madre.

Il peso minimo della bellezza

Il punto di vista principale, che osserviamo nelle diverse fasi di elaborazione del lutto, è quello di un figlio. Questi sceglie di attraversare il dolore della perdita privandosi a sua volta di ogni comfort in cui sarebbe facile sostare per evitare di soffrire più del dovuto. Si libera di scuse e giustificazioni per raccontare, con onestà, di sua madre, dell’educazione che questa gli ha amorevolmente imposto (in questo ossimoro c’è tutto). Ogni episodio che riporta è il tassello necessario per ricostruire se stesso, quello che è diventato da adulto; ogni gesto materno è vivisezionato, analizzato alcune volte con disprezzo, altre con disperato affetto.

Conosciamo così, attraverso queste vicende quotidiane, il carattere di una donna estremamente devota a quel bambino, eppure così inadatta a rappresentarne un riferimento. È fragile, e la sua fragilità diventa la lingua attraverso cui comunicare, non soltanto con quel bambino che è disposta a perdonare ad ogni costo, ma anche con il Dottore. Questi è una figura che inizialmente compare come un terzo incomodo nel piccolo e possessivo nucleo familiare, in un secondo momento assume a sua volta fattezze umane, impariamo a conoscerne i sentimenti e i pensieri.

«Non so che senso abbia pensarci adesso. Non so in che misura io sia ancora un corpo estraneo espulso dal mondo.
Però a volte mi capita di buttare per aria le porte e di sentir mancare l’aria quando le finestre sono chiuse. Di mettermi a respirare così forte da perdere i sensi. Di sbattere i pugni sul muro e chiedermi perché.
Perché nessuno ha bisogno di me.
E sono a tal punto staccato, e sono a tal punto lontano, che non appena allungo una mano per prendere almeno un po’ di mondo subito la tiro indietro e mi chiudo nel bozzolo. Resiste ancora. Dopo tutti questi anni. Dopo tutta questa vita passata in mezzo. Resiste. L’ho strappato e si è riformato. L’ho tagliato e ricucito così tante volte che ormai non somiglia più a quel luogo consolante, a quel rifugio materno. Ormai resta un luogo di deriva dove si consumano i miei più tristi deliri, le mie più infondate depressioni. Questo resta.»

Azzurra de Paola ha scelto il modo giusto di parlare di cose molto grandi, la sua scrittura è semplice, ma non trascura mai il punto di vista: si adatta a seconda che la prospettiva sia quella di un bambino capriccioso e vendicativo o un uomo egoista e amareggiato con una facilità ammirevole.

A tratti ho trovato alcune scene troppo realistiche perché non potessero provenire da esperienze realmente vissute, sebbene sia singolare la scelta di riportare un protagonista maschile. Probabilmente mi sbaglio, come sempre l’immedesimazione esce fuori dai binari quando un libro mi colpisce, ed è questo il caso.

Voto: 4/5

Annunci

Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...