Recensioni

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel, di Anemone Ledger | la recensione

Il libro di oggi è un thriller-horror. È la prima volta che mi cimento in un libro di questo genere, ma vi dirò che l’esordio è stato convincente.

Oggi vi parlo di un libro molto particolare. Si tratta de L’insana improvvisazione di Elia Vettorel, scritto da Anemone Ledger, edito da Ermes.

L'insana improvvisazione di Elia Vettorel

Il genere in cui possiamo inserire il libro è sicuramente quello del thriller-horror, di cui non mi definisco un’accanita lettrice – non è tra i miei preferiti – ma che mi ha molto colpito.

Ma andiamo con ordine. Protagonista è appunto Elia Vettorel, che ci viene inizialmente presentato ormai adulto e a colloquio con uno psichiatra all’interno di un carcere.

La personalità di Elia si rivela complessa, e non serve molto a capire che quest’uomo si è macchiato di un crimine terribile che evidentemente va ricondotto alla sua malattia mentale.

Ai colloqui che regolarmente lo vedono a confronto col terapeuta, si alternano lunghissimi excursus sulla vita di Elia, soprattutto del periodo in cui, bambino, era ospite di un orfanotrofio. Il protagonista riporta quindi, all’interno di quello stanzino angusto, la sua personale ricostruzione dei fatti della sua vita. Un’infanzia difficile, certo, come lo è quella di tutti i bambini cresciuti senza l’affetto di una famiglia; le severe leggi dell’orfanotrofio, che non possono essere in nessun modo dribblate senza essere puniti; i compagni cattivi e crudeli, capaci di insultarti e isolarti accelerando quel processo di estraniamento sociale dagli altri che porterà a terribili conseguenze, come vedremo.

I racconti degli anni dell’orfanotrofio permettono di ricostruire la figura di un bambino diverso dagli altri, incapace di reagire razionalmente alle malefatte altrui, che si rifugia in un mondo che gli dà conforto ma da cui è impossibile uscire una volta entrati. Quando attorno a te vedi solo nemici, si innesca un effetto domino che diventa pressoché inutile fermare. Elia adulto riconduce a quegli anni le cause di quello che gli accadrà in futuro.

Parallelamente, l’autrice sceglie di svelarci altri lati della medaglia, alcuni dei quali vengono ignorati addirittura da Elia stesso. Conosciamo così la famiglia di Elia, entriamo in possesso delle informazioni che ci servono per capire come Elia sia arrivato in orfanotrofio, la situazione devastante di sua madre, quel mostro che era stato suo padre. Ricomponiamo a poco a poco un quadro che è inquietante, che fa paura.

Man mano che si procede col racconto la situazione si fa sempre più fuori dal controllo: sta perdendo il controllo sua madre, quando sceglie di portare via Elia da quella casa; sta perdendo il controllo Elia in orfanotrofio, quando reagisce al suo compagno Marco che lo sta torturando con gli insulti; sta perdendo il controllo Elia ragazzo, quando si trova lì lì per commettere il crimine efferato per cui si trova in carcere; sta perdendo il controllo l’Elia adulto che ritroviamo durante la narrazione quando parla con lo psichiatra.

La follia è un guizzo improvviso e quasi creativo, ed Elia ne è il testimonial d’eccellenza. In lui si racchiudono tutte quelle forme di disturbo mentale che sono destinate a manifestarsi nel modo più pericoloso possibile.

L'insana improvvisazione di Elia Vettorel

Mi sento di consigliarvi questo libro, specie se siete appassionati del genere, perché vi terrà incollati alle pagine. Ho letto tutto quasi con foga, per capire come sarebbero andate le cose. Chiaramente non ve lo dirò, ma vi basti quello che ho svelato finora.

Voto: 4/5

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