Anima di Wajdi Mouawad | la recensione

Recentemente mi sono imbattuta in una frase di Kafka che considero perfetta per parlarvi di questo libro.

Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno nel cranio, a che serve leggerlo?… Un libro dev’essere la scure per il mare gelato dentro di noi.

Questo è l’effetto che ha sortito su di me Anima di Wajdi Mouawad, pubblicato in Italia da Fazi Editore.

Un assassinio crudele, che ha l’aspetto di una maledizione, apre il romanzo. Una donna sdraiata nel suo salotto, privata non soltanto della sua vita ma di ogni dignità da un assassino di cui non si sa nulla, ma del quale si riconosce subito un sadismo bestiale. Ad assistere alla scena, un gatto nella stanza.

Rientrando a casa, Wahhch Debch si trova davanti questo scenario orribile: sua moglie è stata brutalmente uccisa. Il lutto lo sconvolge profondamente, scuotendo ogni cellula del suo corpo. Inizia così un percorso di rielaborazione dello stesso che non potremmo accostare al dolore “tradizionale” dei vedovi.

La brutalità riservata a sua moglie accende una spia d’allarme in Wahhch. Nasce il bisogno quasi fisiologico di trovare l’artefice, non tanto per vendetta, come verrebbe da pensare, quanto per accertarsi che quell’uomo esista davvero e che non sia il frutto di una macabra rielaborazione di un atto che egli stesso ha compiuto.

La trama di per sé tende a scuotere, perché non si risparmia neanche nei momenti più orripilanti, ma li descrive minuziosamente, con precisione chirurgica. Ma Mouawad non si ferma qui.

L’autore sceglie infatti una chiave narrativa che ho trovato a dir poco eccezionale: ogni evento che dal principio coinvolge la vita di Wahhch e di tutte le figure in cui si imbatterà non è mai raccontata dal suo punto di vista. Ogni capitolo ha dei narratori d’eccezione: animali, grandi o piccoli che siano, che si trovano a coabitare nello stesso spazio e nello stesso tempo questa triste vicenda.

Sorprende quindi trovarsi a osservare le vicende dal punto di vista di un gatto, che vive con la propria padrona e che si imbatte in quest’uomo così diverso dagli altri esseri umani. Sorprende leggere le parole di un ragno, che dalla sua trama di ragnatele guarda il precipitare della storia.

Se nella prima parte gli animali si susseguono e si scambiano, seguendo il cammino di Wahhch tra le riserve indiane d’America, la seconda parte ha un solo narratore, un cane: il suo incontro con Wahhch ha del soprannaturale, quasi. Un avvicinamento di anime che, nonostante la diversità palese, hanno moltissimo in comune e non possono più separare la propria esistenza.

In questo libro tantissimi sono gli spunti e diventa complicato sviscerarli tutti.
La bestialità dell’uomo è giunta a livelli impronunciabili: sadismo, cattiveria, egoismo, sono pane quotidiano. Torna il tema del passato, con delle rivelazioni che sconvolgono il protagonista e i suoi silenziosi compagni di viaggio. La speranza è così debole che spesso non la si percepisce nemmeno, ma esiste ed è offerta da un gesto minimo, ma carico di significato. Il filo invisibile che separa la vita dalla dannazione eterna è sempre presente in ogni passo del libro, come a ricordarci che non è possibile fermarsi e prender fiato, che gli eventi corrono e devastano e occorre rimboccarsi le maniche per non cadere.

Anima scava così a fondo che dopo averlo letto ho avuto bisogno di lasciar decantare quella storia per diverso tempo. Non mi resta che augurarmi che lo leggiate, perché è un’esperienza sensoriale ed emozionale a 360 gradi.

Voto: 5/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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