Frankenstein di Mary Shelley | la recensione

Ottobre è mese ghiotto per le letture a tema. Cogliendo al volo l’occasione offerta dall’altro blog che gestisco (I Bookanieri) e dal Gruppo di Lettura organizzato per questo mese, mi sono tuffata nella lettura di un altro classico che non avevo ancora letto: Frankenstein di Mary Shelley.

Sebbene credessi di conoscere la storia, ero del tutto fuori strada. Il dottor Frankenstein, uomo rispettato e circondato da un nucleo familiare amorevole, si trasferisce lontano da Ginevra per intraprendere la carriera universitaria, e influenzato da quella branca delle scienze naturali che ha poco a che fare con la scoperta scientifica e molto invece con la speculazione fine a se stessa.

Gli studi di Frankenstein prendono una piega inquietante, assorbendolo completamente ed estraniandolo dal resto: i suoi familiari non hanno più sue notizie, rinchiuso com’è nel suo laboratorio alle prese con una “creazione”.

Allucinato dall’idea di poter creare la vita con le proprie mani, il protagonista non si rende conto di quello che sta realmente facendo. Ha creato un mostro, che respira, si muove; vive.

Dinanzi all’essere che ha creato, Frankenstein rinsavisce, realizza la follia di questo suo progetto, che adesso lo inorridisce. Scappa quindi dalla sua abitazione, che rimane incustodita. Al suo ritorno, il mostro è scomparso, nessuna traccia di dove sia andato, soltanto un enorme paura che non abbandonerà mai più il protagonista.

Foto di Unicoffee

Iniziano così due percorsi paralleli: quello di Victor Frankenstein, che tenta di andare avanti con la propria vita ristabilendo un equilibrio che da troppo tempo ha perso; e quello del mostro, di cui scopriremo il racconto soltanto in un secondo momento. Egli impara a stare al mondo, a comprendere la lingua, a badare al proprio sostentamento. Capisce anche quanto un aspetto come il suo possa diventare l’unico parametro con cui sarà giudicato, condannandolo ad una vita di solitudine, lontano dagli esseri umani, che lo disprezzano e non sono affatto interessati ad accoglierlo.

Il tema della bestialità dell’uomo in confronto alla natuura del mostro è presente in tutta l’opera. Tantissimi sono i riferimenti alla superficialità dell’essere umano, incapace di vedere aldilà del proprio naso e di capire l’altro, l’estraneo.

Le scelte, deprecabili sicuramente, che il mostro compirà per superare il rifiuto che ha subito, vengono messe in contrapposizione alle scelte di Frankenstein: il primo giura vendetta eterna nei confronti del suo misero creatore; il secondo si rivela incapace di rivelare la verità, per paura di essere scambiato per pazzo (o per paura delle conseguenze, mi verrebbe da aggiungere).

Frankenstein non è mai stato in grado di prendersi la responsabilità delle sue azioni, e lasciando che la situazione precipitasse senza muovere un dito. Piangere sul latte versato non ha fatto altro che renderlo ancor più detestabile ai miei occhi: in mille modi avrebbe potuto intervenire e risparmiare la vita ai suoi cari, ma non l’ha fatto. Questo lo mette ad un livello molto più basso del mostro, che pur responsabile dei delitti non ha mai negato la propria natura.

La foga con la quale commento la storia spiega da sé che ho molto apprezzato il libro, pur non considerandolo un horror come spesso viene definito. Non soltanto l’originalità di Mary Shelley, ma l’escamotage narrativo tipicamente ottocentesco di lasciare che i fatti principali vengano raccontati dai protagonisti ad un ascoltatore: il giovane capitano Robert Walton, in una missione nei mari ghiacciati, scorge nelle acque gelide una figura che accoglie subito sulla propria barca. Frankenstein racconterà a lui le sue tristi vicende, che saranno riportate da Walton a sua sorella Margareth attraverso lunghe lettere.

Dopo la disastrosa esperienza con Dracula, direi che Frankenstein è super approvato. E qualora non lo aveste ancora letto, recuperatelo!

E buon Halloween a tutti!

Voto: 4/5

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Autore: giovannanappi89

28 anni. Pugliese trapiantata (temporaneamente?) al nord, in cerca di lavoro in maniera ossessivo compulsiva. Libri ne leggo, film e serie tv ne guardo, affetto ne do e ne ricevo. Mi mancava un blog, e l'ho aperto. Qui vi racconterò delle mie letture, degli eventi più interessanti, delle iniziative in giro per il Paese, sperando di regalarvi un pizzico della passione che da sempre nutro per quel meraviglioso eppure così oscuro mondo della letteratura.

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