Recensioni

Gli autunnali, Luca Ricci | la recensione

“E gli autunnali? Come sono gli autunnali?” chiese Gittani, impaziente.
“Hai davvero il coraggio di domandarmelo? Gli autunnali siamo noi.”
“nel senso che ci piace una certa decadenza,che siamo e saremo sempre fin de siècle, che le nostre madeleine preferite sono gli articoli da cancelleria, tipo astucci o diari o quaderni, e ci abbuffiamo di olive come fossero ciliege, e che la nostra predilezione va ai cappotti di lana e alle minestre coi funghi?”
Lo guardai con una certa irremovibile spietatezza. “Nel senso che non c’è più clorofilla nelle nostre vene.”

Gli autunnali di Luca Ricci, edito da La Nave di Teseo, è un romanzo atipico. Mi ci sono approcciata scevra da condizionamenti, e devo dire che non ne sono affatto pentita.

Un uomo sposato, di rientro dalle vacanze estive, si appresta ad accogliere l’arrivo della stagione autunnale convinto di alcune cose: il suo mestiere – quello dello scrittore – è ormai sepolto; quasi vicino alla sepoltura è anche il suo matrimonio, incapace di dare un barlume di vita emotiva.

In un mercatino, acquista un libro che, al suo interno, contiene una fotografia di Jeanne Hébuterne, compagna di Amedeo Modigliani, che – in seguito alla morte del suo amato – decise di togliersi la vita pur essendo ormai giunta al nono mese di gravidanza.

La vista di quella fotografia destabilizza il protagonista, che stabilisce con essa una vera e propria relazione. Conservata con cura e sempre a portata di mano, Jeanne Hébuterne diventa una specie di presenza/assenza capace di turbarlo più di sua moglie Sandra. Inizia così un’ossessione spasmodica, per trovare un qualche segnale di quella donna, con la quale ha ormai sviluppato un rapporto quasi feticista, della quale scorge un piede sul proprio letto mentre fa l’amore con Sandra.

Man mano che l’autunno si manifesta nelle strade di Roma, si manifesta la sua patologica ricerca di conferme dal mondo, di qualunque cosa gli confermi che anche Jeanne lo ama, che sarebbe disposta a fare per lui quello che l’aveva privata della sua vita e di quella del bambino che portava in grembo.

Assistiamo così ad un crescendo di follia, che però non riusciamo a disprezzare totalmente. Merito di Luca Ricci, la cui scrittura passionale, a tratti nevrotica, realistica, dà alla storia una certa plausibilità. Così come la stagione procede e incalza, sferzando i vetri con la pioggia, così l’autore aumenta la portata delle sue azioni, per raggiungere il culmine nella parte conclusiva del romanzo.

Questo libro turba il lettore con l’intento di turbare, di sconvolgere la mediocre quotidianità in cui siamo tutti avvolti. Non posso che consigliarvelo, quindi!

Trovate il libro qui: Gli autunnali

Voto: 4/5

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