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L’amante di Lady Chatterley, di D. H. Lawrence – Le recensioni

L’amante di Lady Chatterley
David Herbert Lawrence
Feltrinelli editore, collana Universale economica I Classici
2013

Si tratta probabilmente del primo classico di cui mi accingo a parlare all’interno del blog, dalla sua creazione. Ho girato attorno a L’amante di Lady Chatterley per mesi, prima di decidermi ad iniziarne la lettura. E non ho avuto modo di pentirmene!
Il libro è stato scritto nel 1928 da Lawrence, suscitando indignazioni sparse a causa dei contenuti considerati sconci e indecenti. Ma partiamo dal principio:

Costance, giovane donna che ha sperimentato la libertà di viaggiare e studiare e vivere in maniera indipendente, trasferitasi nella casa materna di Kesington inizia a frequentare il gruppo di Cambridge, e conosce Clifford Chatterley. I due si sposano e Costance diventa Lady Chatterley. La guerra si frappone e incrina il matrimonio, rendendo l’uomo paralizzato dalla vita in giù. Questo evento sconvolgerà gli equilibri apparentemente sereni della loro vita coniugale, e rappresenterà il momento a partire dal quale lo scrittore svilupperà una caratterizzazione del personaggio femminile a dir poco contraddittoria e complessa. Continua a leggere

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Chi manda le onde, di Fabio Genovesi – Le recensioni

Chi manda le onde
Fabio Genovesi
Mondadori, collana Scrittori italiani e stranieri
2015
pp. 391

Luna, un nome che è già carico di significati: una bambina albina, una vita che – seppur breve – ha già conosciuto la bruttezza del mondo. Ogni giorno è filtrato da un velo, quello senza il quale non potrebbe guardare gli altri, non potrebbe guardare il mare. E tanto più tenta di avvicinarsi alla vita che non può vivere a pieno, tanto più percepisce quella sensazione, quel frizzare della pelle, degli occhi. Luca è suo fratello, è un giovane attraente, capace di coinvolgere chiunque decida di scambiare anche solo poche parole con lui. Anche sua madre, Serena, donna stravagante ma con una grande forza. E a Sandro, che si trova quasi per caso a incontrare le esistenze di questa famiglia decisamente atipica stravolgendone un po’ i piani. Continua a leggere

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Una specie di felicità, di Francesco Carofiglio – Le recensioni

Una specie di felicità
Francesco Carofiglio
Edizioni Piemme, collana Narrativa
pp. 240
2016

Giulio d’Aprile è uno psicoterapeuta, ha alle spalle un matrimonio fallito, due figli, e una vita che gli scorre addosso senza toccarlo mai veramente. I suoi giorni scorrono lenti e inesorabili, scalfiscono la sua superficie ma lo lasciano quasi imperturbabile, indifferente a tutto.
Vivere in questo modo ti permette di essere incolume ai vari accadimenti, ma ha la conseguenza di impedirti di goderti a pieno i sentimenti, brutti o belli che siano. Giulio così alterna le sue giornate tra pazienti che non ha più voglia di ascoltare, tra visite prestabilite con due figli ai quali non ha nulla da dire. Nella sua ordinarietà però qualcosa viene sconvolto, l’ordine è messo in subbuglio.

Per due volte a settimana, infatti, in programma ci sono delle sedute con un uomo, “il Professore”, trasferitosi dalla sua abitazione all’interno di un Istituto: un uomo solo, probabilmente per scelta, che trascorre i suoi giorni dinanzi ad una finestra, osservando il mondo fuori e facendo i conti coi propri fantasmi. Continua a leggere

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Beate noi, di Amy Bloom – Le recensioni

Beate noi
Amy Bloom
Fazi editore, collana Le strade
pp. 278
2016

Provate ad immaginare: siamo in America, negli anni Quaranta. Le vite procedono, ostacolate talvolta dai lasciti di un pesante proibizionismo. Ma i sogni corrono lungo binari che guardano oltre. Alcune storie nascono e si sviluppano intrecciandosi e creando collisioni eccezionali. Eva è una ragazzina, ha dodici anni e vive con sua madre; si accontenta di visite sporadiche di un padre del quale, all’inizio del romanzo, sa poco e nulla. Dall’altra parte Iris, già in un percorso che la vede donna, non più bambina, sebbene viva ancora sotto il tetto familiare (lo stesso che desidererebbe Eva): le sue ambizioni la spingono a farsi strada nel mondo dello spettacolo.
All’improvviso due eventi, due mancanze. Una madre snaturata – quella di Eva – abbandona sua figlia davanti alla casa del padre. Un’altra madre – quella di Iris – muore. Gli equilibri, seppur precari, sono stati frantumati.Da questo momento in poi si ricomincia. Il rapporto tra queste due sorelle per “forza di causa maggiore” è fragile, perché imposto da qualcun altro. Eppure la convivenza forzata tra le due riserva risvolti nuovi. Quando si è derubati nella stessa casa in cui si è cresciuti, quando ci si sente traditi dal proprio sangue, quando i propri obiettivi vanno aldilà dei confini comodi di un paese di provincia, non resta che andare, andare e andare. Continua a leggere

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Atti osceni in luogo privato, di Marco Missiroli – Le recensioni

Atti osceni in luogo privato
Marco Missiroli
Feltrinelli, collana Universale economica
2016
pp. 256

Libero, un nome che è già una speranza. Ma che dico, una promessa. E di speranze e promesse parla Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli. E di Libero, piccolo uomo della cui storia – dall’infanzia all’età adulta – vengono sviscerati i fatti, le delusioni, gli amori, i libri, i dolori, i compromessi.
In principio è il 1975, Parigi, X arrondissement, rue des Petits Hotels: ci si è trasferito da poco assieme alla sua famiglia, della quale iniziano – sin da subito – a fuoriuscire i segreti. Emmanuelle, amico dei suoi, ne custodisce uno. Dopo un pomeriggio come un altro, Libero viene “iniziato” ad un genere di esistenza del quale non aveva sospettato  nulla fino ad allora. Quel percorso, iniziato di sottecchi, spiando la propria madre in camera da letto, è un percorso di iniziazione non soltanto al sesso – a quegli atti osceni – ma alla vita stessa. Una vita che si articola di rapporti controversi con un padre eccezionale (ma agli occhi di un bambino non sempre decifrabile) e di una madre dotata di una forza straordinaria (confusasi essa stessa nelle pieghe del quotidiano). Continua a leggere

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Le cose che restano, di Jenny Offill – Le recensioni

Le cose che restano
Jenny Offill
NN Editore, collana La stagione
2016

Imparare a stare al mondo non è un mestiere per tutti. Farlo con gli strumenti giusti è ancora più difficile. Farlo con l’aiuto delle storie, della magia, della scienza, beh.. è tutto un’altra cosa. Lo è per Grace, la bambina protagonista dell’ultimo libro di Jenny Offill, Le cose che restano. Il padre è un eterno sostenitore delle ragioni scientifiche, il suo unico credo; la madre è una donna poliedrica, appassionata di storie esotiche, e di una vita vissuta alla scoperta dei misteri del mondo. La storia della loro famiglia è una storia sorprendente, in cui si viene trascinati di notte immersi in un lago a tratti spaventoso, nei cui fondali è nascosto un mostro – Grace non l’ha mai visto, ma c’è, questo è sicuro -, dove dimenticarsi i vestiti a riva e perderli non rappresenta un problema (si può tornare tranquillamente in auto senza destare indignazione alcuna).
Il potere della parola, dei racconti che ne scaturiscono, è d’altronde il modo migliore di affrontare ogni circostanza. Questo è quello che pensa la mamma di Grace, trascinandola nell’incanto delle sue storie, ma non solo. Quando non è più facile distinguere il racconto dalla vita vera, perché una prospettiva finisce per coincidere con l’altra, ecco che viene a crearsi una sorta di confusione, in cui questa bambina è costretta a districare il filo imbrogliatissimo di quella matassa, che l’ha condotta lontano da casa, dalla sua casa delle bambole illuminata dappertutto con quelle porte e quelle finestre così reali. Continua a leggere

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Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella – Le recensioni

Non dirmi che hai paura
Giuseppe Catozzella
Feltrinelli editore, collana Universale economica
2015

Ogni percorso di crescita è costellato da una miriade infinita di esperienze: alcune sono reali, altre solo immaginate. Quando si cresce, si maturano convinzioni, sogni, desideri, paure, dettate dalla propria indole e dal contesto in cui quella persona è calata. Spesso crescere vuol dire prendere man mano consapevolezza della crudeltà del mondo intorno, e aggrapparsi ad un sogno talvolta è l’unica possibilità per non cedere. Alla cattiveria, alla vita stessa.
Samia è solo una bambina, vive a Mogadiscio, in Somalia, assieme ad una famiglia povera, numerosa, ma tutto sommato felice. In quello spiazzo in cui è stata “costruita” la sua casa c’è un eucalipto, che separa la sua abitazione da quella della famiglia di Alì, il suo migliore amico. Samia e Alì sono abituati a vivere in condizioni che qualcuno definirebbe disumane, sono abituati a dormire in uno spazio piccolissimo assieme ai propri fratelli e alle proprie sorelle. A loro non importa, tutto sommato. Hanno imparato ad accettare quel che hanno, e lo hanno fatto con quella leggerezza tipica dei bambini, che rimangono tali dovunque essi crescano. Assieme, hanno reso la vita un posto più bello, poiché l’hanno abitato di speranze infantili ma non per questo meno importanti.

In quelle settimane, in quei mesi, io e Alì abbiamo messo in comune tutto quello che avevamo, senza paure e avidità: ci siamo scambiati i sogni.

Hanno imparato a sognare guardando nella stessa direzione, e nello stesso modo: correndo. La corsa è l’evasione, è la possibilità – l’unica – di andare oltre il terrore seminato dai fondamentalisti, di non guardare i fori dei proiettili, di abituarsi all’odore del mare pur sapendo di non poterlo vivere.
La corsa è il sogno di Samia. Ci crede con una forza d’animo commuovente. La sua storia, una storia vera così piena di amore e vita che a pensarci mi si spezza il cuore, è una storia che andava raccontata.. i canti di sua sorella, il regalo di aabe, suo padre – quella fascia dalla quale non si separerà mai più, la silenziosa tenacia di una madre che deve lasciar andare i propri figli proprio perché li ama. E i tradimenti da affrontare, le delusioni che continuamente il mondo infligge a chi non è nato privilegiato, e la tenacia e la costanza e l’incessante coraggio che Samia dimostra sono strazianti, se ci penso.

Questo libro ha fatto breccia nel mio cuore, non avrebbe potuto fare altrimenti. Sono grata a Giuseppe Catozzella per aver fatto in modo che ne venissimo a conoscenza, perché serve sempre qualcuno che irrompa e strappi questo velo apatico in cui siamo, che dico sono avvolta, è necessario che vengano aperti gli occhi su un mondo così vicino e del quale ci sembra sempre di non fare parte. Facciamo tutti parte di questa realtà straziata, non lo si può più negare. Per Samia, e per tutti gli altri.

Voto: 5/5

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