Terapia di coppia per amanti, Diego de Silva | la recensione

Mettiamo il caso che si presenti a voi un uomo che dice di chiamarsi Modesto Fracasso, cosa pensereste di lui?

Terapia di coppia per amanti

Di certo, il suo nome la dice lunga sulla sua personalità. Professione musicista, Modesto è sposato e ha un figlio e, ad un certo punto della sua vita, viene coinvolto in una delle esperienze meno piacevoli da fare, soprattutto per un uomo: la terapia di coppia. La situazione sarebbe già abbastanza particolare così, ma lo diventa ancora di più se la terapia di coppia in cui viene coinvolto gli viene imposta dalla sua… Amante. Eh, già, perché il protagonista di questa storia ha un’amante, Viviana, che, ad un certo punto della loro relazione, auspica a diventare qualcosa di più. E, allora, terapia sia!

Questa strana storia ce la racconta Diego De Silva, nel libro “Terapia di coppia per amanti”, edito da Einaudi nel 2015.

È una storia raccontata a due voci, quella di lui e quella di lei; è una storia in cui si mischiano tante storie: le loro, quelle dei loro partner “legali”, quelle dei loro figli, quelle dei loro amici e – strano a dirsi – anche quella del loro terapista, che, forse, di problemi ne ha più di loro.

La penna di De Silva, per chi lo conosce, si riconosce subito: leggera, pungente e sagace al punto giusto, anche questa volta è riuscito a non deludere le mie aspettative.

Mi capita davvero con pochi autori di trovare quell’empatia immediata, che ti dà un senso di intimità e amicizia. E Diego – a questo punto, azzardo a chiamarlo per nome, spero che non me ne vorrà! – è uno di questi. Le sue storie, in me, arrivano sempre dritte e precise.

Questo libro lo consiglio assolutamente a tutti, ma, soprattutto, lo consiglio a chi ha bisogno di una bella dose di coraggio e autoironia. Promosso!

Ilaria Orzo

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Pastorale americana di Philip Roth – La recensione

Pastorale americana. Il sogno americano che si realizza.

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Seymour Levov è un uomo di successo. Soprannominato “lo Svedese” ai tempi del liceo per il suo aspetto nordico e acclamato da tutti per i suoi meriti sportivi, è cresciuto conducendo una vita che si definirebbe rispettabile: ha preso nelle mani l’attività di famiglia ed è diventato un nome nel mercato di fabbricazione dei guanti, vive a Old Rimrock con una moglie ex Miss New Jersey e una figlia, Merry, vispa e interessata alle questioni del mondo sin dall’età più giovane.

La vita dello Svedese pare scorrere tranquilla finché i problemi del mondo non si affacciano anche all’interno del focolare domestico. La guerra del Vietnam sconvolge l’intera popolazione americana, che assiste sgomenta alle terribili sofferenze che quelle popolazioni stanno subendo a causa dell’intervento militare del loro governo. Merry segue con un’attenzione quasi ossessiva le vicende e se ne fa coinvolgere a tutto tondo. Le sue frequentazioni a New York mentre è adolescente la mettono in contatto con gruppi estremisti che la coinvolgeranno in prima linea nei movimenti di rivolta contro gli Stati Uniti. Seymour Levov deve confrontarsi con un fatto terribile: sua figlia è accusata di aver piazzato una bomba presso lo spaccio della cittadina in cui vivono, causando la morte di un povero innocente. Subito si perdono le sue tracce, e comincia la ricostruzione attenta e meticolosa di Philip Roth, il quale sviscera gli accadimenti che coinvolgono la famiglia Levov mostrando il lato umano più debole, quello degli uomini che tentano disperatamente di fare la cosa giusta per tutta la loro vita e si scontrano poi con la realtà malvagia dei fatti, in cui non importa quanto bene si è fatto perché si è destinati tutti al punto di non ritorno. Continua a leggere “Pastorale americana di Philip Roth – La recensione”

L’allegria degli angoli, di Marco Presta – Le recensioni

L’allegria degli angoli
Marco Presta
Einaudi, collana Super ET
2016

Il libro di oggi è L’allegria degli angoli, di Marco Presta, volto noto alla sottoscritta per la propria presenza in radio più che in libreria. Eppure, nel passaggio da un medium ad un altro, non ci sono state delusioni.
Innanzitutto, raccontarvi della storia di Lorenzo è anche raccontarvi un po’ di me, e – visto l’andazzo generale delle cose – di una quantità non irrilevante di giovani nella medesima situazione. Lorenzo è un geometra, ha superato i trenta e vive quel limbo disperato che si chiama disoccupazione. Vive con sua madre, la signora Michelina, che instancabile dedica la propria esistenza a quel figlio “tanto bravo”. Lorenzo è circondato da amici, alcuni buoni, meritevoli di ogni stima e affetto, alcuni un po’ meno (ma non per questo da tenere alla larga), e da persone come lui imperfette e come lui moderatamente disperate. Perso il lavoro presso un architetto, Lorenzo si ritrova a riflettere su cosa significhi per un giovane svegliarsi la mattina e non avere un’occupazione a cui dedicarsi (che sia chiaro, una occupazione, perché gli hobby non contano: chi non ha un lavoro, si sente demoralizzato anche a dedicarsi ad un hobby, che per sua natura dovrebbe rappresentare uno svago dal lavoro stesso).

Ogni volta che inizia un nuovo giorno provo la stessa sensazione da accessorio inutile, mi sento un fermacravatte o uno snocciolatore di olive.
Mi tolgo i pantaloni e cerco da fumare, ma il pacchetto è vuoto e io non ne ho comprato un altro.
Senza lavoro non c’è dignità, e neanche sigarette.

Quando pensando a se stessi non si vede dignità, l’unica cosa da fare è prendere un’altra strada, è chiaro. Lorenzo lo fa, grazie ad un ingaggio esterno: la trasformazione da geometra fallito a faraone immobile all’interno di una piazza trafficata da turisti sembra assurda – probabilmente lo è – ma è l’unico modo di reinventarsi.
Vi risparmierò prosopopee trite e ritrite su quanto sia svilente non avere un lavoro, o quanta fatica costi piegarsi a chiunque pur di ottenerne uno. Non è questo il luogo adatto. Ma la facilità con cui Presta sviscera un problema di tale portata è disarmante. Nessuna pesantezza, neanche nei momenti più difficili della sua storia. Un’ironia costante ma mai sottotono popola queste pagine, rendendole piacevoli, ma che dico? di più, allegre.
Si sorride, si riflette, si sospira, ma si va avanti. Nel libro, come nella vita.

Consigliatissimo.

Voto: 4/5