Lo schiavista, di Paul Beatty | la recensione

So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato

L’incipit, con cui questo libro è stato sponsorizzato più volte, è quello de Lo Schiavista, romanzo di Paul Beatty, pubblicato lo scorso anno in Italia da Fazi editore.

Lo schiavista

A parlare è il protagonista, chiamato Bonbon, afroamericano che si ritrova ad attendere il giudizio da parte della Corte Suprema. A partire da questa scena iniziale, l’autore sceglie di riavvolgere il nastro per dare a noi lettori una ricostruzione tutta particolare delle ragioni che hanno condotto quell’afroamericano lì.

Bonbon è di Dickens, ghetto alla periferia di Los Angeles, in cui vigono le regole di ogni ghetto in America. La discriminazione razziale vige aldilà di ogni conquista acquisita nel tempo, all’interno delle comunità regna la legge del più forte e tocca trovare sempre vie d’uscita non convenzionali per avere la certezza di tornare a casa sani e salvi. Bonbon ha ricevuto un’educazione molto diversa dagli altri, cresciuto com’è stato da un padre esperto sociologo che ha utilizzato suo figlio come cavia per una serie di esperimenti che avrebbero dovuto migliorare le condizioni di vita di Dickens e dei suoi abitanti.

Proprio per il suo mestiere, suo padre veniva spesso chiamato a risolvere le controversie che andavano a crearsi fra i neri del quartiere. Ma, quando durante una di queste sedute a domicilio viene ucciso, lascia una sorta di eredità a Bonbon, il quale è costretto a fare i conti con un altro fatto: Dickens viene cancellata dalle carte geografiche.

Il romanzo si sviluppa così mettendo in scena il teatrino del suo protagonista, il quale armato delle migliori (o forse peggiori) intenzioni, vuole assolutamente riportare Dickens sulle cartine. I suoi tentativi di ridare vita a Dickens e dignità alla sua popolazione si confronta con una serie di personaggi strambi – immaginate uno dei componenti delle Simpatiche canaglie che si rifiuta di essere libero e vive come uno schiavo pur non lavorando mai – e con una realtà fatta di ignoranza, egocentrismo, illegalità, a tratti anche follia.

Tutta questa trama avrebbe ragione d’esistere se non avesse dato, come dire, per scontato un fatto fondamentale: che il lettore comune conoscesse la realtà subculturale afroamericana e che potesse quindi cogliere le migliaia di citazioni di cui il libro è impregnato. Citazioni dovunque, in ogni pagina, dalla musica alla letteratura alla politica allo sport alla cronaca. Il livello culturale che questo libro presuppone, perché possa essere fruito al meglio, è troppo alto, lo è per me almeno.

Il risultato è che procedendo con la lettura sono stata infastidita ogniqualvolta alla storia di Bonbon si privilegiavano periodi interi di riferimenti a fatti o cose o persone che non potevo neanche immaginare esistessero. Sicuramente le mie lacune culturali non possono inficiare il valore di un libro, questo è chiaro, però ritengo che l’ostentazione intellettualistica fine a se stessa sia destinata a morire se non è in grado di trovare un punto di incontro con gli altri.

La storia ha del paradossale, e ritengo che proprio per questo sarcasmo perenne e tagliente sia stato poi osannato dalla critica. Io non ne sono stata catturata, ho incespicato per abbracciare il punto di vista del protagonista, per rendere credibile ai miei occhi una storia che invece mi è parsa priva di senso.

Paul Beatty, Lo schiavista
Paul Beatty, l’autore

Insomma, con estremo dispiacere avrete capito che Lo schiavista di Paul Beatty non mi ha colpita, nonostante l’abbia tanto desiderato sin dalla sua uscita. Qualcuno di voi l’ha letto? Mi piacerebbe molto confrontarmi con pareri diversi dal mio!

Voto: 2/5

Un incantevole aprile, di Elizabeth von Arnim

Un incantevole aprile è il romanzo di Elizabeth von Arnim, pubblicato per la prima volta nel 1923 e recentemente ripubblicato in Italia da Fazi Editore (l’edizione precedente è quella di Bollati Boringhieri del 1993, nonché quella che ho letto io).

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Ph. di Fazi Editore

Una donna, Mrs Wilkins, seduta nel suo club, si imbatte casualmente in un annuncio sul Times che recita: «Per gli amanti del glicine e del sole. Piccolo castello medievale italiano sulle coste del Mediterraneo affittasi ammobiliato per il mese di aprile. Servitù inclusa. C.P. 1000» e ne resta subito colpita. Quanto le piacerebbe allontanarsi da quella claustrofobica città inglese, da quella pioggia e umidità perenne! Le si prefigura uno scenario paradisiaco, che non riesce più a scacciare dalla propria mente.

Lotty Wilkins si rende presto conto di non potersi permettere l’affitto da sola, e sceglie così di rivolgersi a Mrs Arbuthnot, donna che conosce appena e dall’aria parecchio austera. Ma d’altronde poco importa, l’obiettivo è quello di raggiungere quell’incantevole castello a San Salvatore, e a Lotty sembra che anche Rose stia leggendo il suo stesso annuncio.

Le due donne, ritrovatesi così a condividere questa specie di avventura assieme, scelgono di coinvolgere altre due donne, con la promessa di ritrovarsi lì nel giorno concordato. Continua a leggere “Un incantevole aprile, di Elizabeth von Arnim”

Le nostre anime di notte, Kent Haruf – La recensione

Con Le nostre anime di notte, Kent Haruf ci riporta nella cittadina americana di Holt. Chiunque si sia imbattuto nella penna di Haruf e abbia letto la Trilogia della pianura, non può aver provato un certo brivido nel ritrovare quelle strade così familiari, e quell’atmosfera di delicato disincanto caratteristica dei suoi libri.

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Tutto ha inizio con una proposta che Addie Moore fa a Louis Waters: «Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me». Louis, spiazzato dall’audacia di una donna che conosce da anni ma con la quale non ha mai approfondito nessun rapporto che non fosse di buon vicinato, decide di rifletterci comunque. Entrambi sono vedovi e vivono in solitudine d’altronde, e questa scossa alla quotidianità non può che stuzzicare Louis.

Prende piede, così, una nuova consuetudine: i due intraprendono questa strana relazione, che si svolge rigorosamente di notte, almeno agli inizi. Due persone apparentemente distanti che scoprono di condividere in realtà un’interiorità rimasta assopita per tanto tempo. Troppo. La notte diventa loro complice, e quando la città si spegne e tutti smettono di lavorare, Louis si inoltra nell’oscurità con il suo sacchetto – pigiama e spazzolino – e bussa alla porta di Addie. Quelle notti si affollano, una dietro l’altra, fornendo un riparo alle difficoltà che la vita inevitabilmente ha riservato loro: i dolori di un matrimonio che non ha regalato soltanto gioie, il dramma di un lutto, la consapevolezza di non aver avuto aspirazioni o l’amara consapevolezza di averle lasciate andare. Continua a leggere “Le nostre anime di notte, Kent Haruf – La recensione”

Eva Luna, di Isabel Allende – La recensione

Eva Luna, un nome che da solo evoca mondi lontani.

Eva Luna

 

Eva Luna è una bambina, figlia di genitori che non possono assicurarle un futuro. Sin dalla più giovane età ha solo se stessa, e quella particolare dote a intrecciare le parole in storie meravigliose ed entusiasmanti che le salverà la vita. Una vita costellata da continui spostamenti da una casa all’altra, da un personaggio all’altro, ed ognuno dei suoi soggiorni come serva, o semplicemente come ospite, diventano spunti che potrebbero esser confusi con micro romanzi indipendenti.

Lo sfondo a ciascuna di queste storie è una terra pervasa dalla dittatura, quando il potere impediva le libertà più semplici degli esseri umani; e il contesto è rappresentato da una popolazione estremamente viva, il cui spirito si accende in preda alle passioni più carnali, ma è anche guidato da un’estrema generosità dell’animo. Eva Luna lo scopre sin da subito, nella dimora del Professor Jones. Ma ogni felicità deve presto lasciare il posto ad un cambiamento, e la giovane protagonista lo scopre molto presto: nella solitudine di una casa nuova, impara a contemplare la bellezza di un dipinto, impara a servirsi di tutte quelle parole accumulate per volare aldilà di tetti e volti sconosciuti e avvicinarsi a ciò che più le manca. Continua a leggere “Eva Luna, di Isabel Allende – La recensione”

Pastorale americana di Philip Roth – La recensione

Pastorale americana. Il sogno americano che si realizza.

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Seymour Levov è un uomo di successo. Soprannominato “lo Svedese” ai tempi del liceo per il suo aspetto nordico e acclamato da tutti per i suoi meriti sportivi, è cresciuto conducendo una vita che si definirebbe rispettabile: ha preso nelle mani l’attività di famiglia ed è diventato un nome nel mercato di fabbricazione dei guanti, vive a Old Rimrock con una moglie ex Miss New Jersey e una figlia, Merry, vispa e interessata alle questioni del mondo sin dall’età più giovane.

La vita dello Svedese pare scorrere tranquilla finché i problemi del mondo non si affacciano anche all’interno del focolare domestico. La guerra del Vietnam sconvolge l’intera popolazione americana, che assiste sgomenta alle terribili sofferenze che quelle popolazioni stanno subendo a causa dell’intervento militare del loro governo. Merry segue con un’attenzione quasi ossessiva le vicende e se ne fa coinvolgere a tutto tondo. Le sue frequentazioni a New York mentre è adolescente la mettono in contatto con gruppi estremisti che la coinvolgeranno in prima linea nei movimenti di rivolta contro gli Stati Uniti. Seymour Levov deve confrontarsi con un fatto terribile: sua figlia è accusata di aver piazzato una bomba presso lo spaccio della cittadina in cui vivono, causando la morte di un povero innocente. Subito si perdono le sue tracce, e comincia la ricostruzione attenta e meticolosa di Philip Roth, il quale sviscera gli accadimenti che coinvolgono la famiglia Levov mostrando il lato umano più debole, quello degli uomini che tentano disperatamente di fare la cosa giusta per tutta la loro vita e si scontrano poi con la realtà malvagia dei fatti, in cui non importa quanto bene si è fatto perché si è destinati tutti al punto di non ritorno. Continua a leggere “Pastorale americana di Philip Roth – La recensione”

Caino, di Elisabetta Cametti – La recensione

Un numero, il 29, ricorrente, quasi come fosse un’ossessione.

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Una serie di indizi, sparsi qua e là per coprire una distanza enorme come quella che separa New York da Venezia. E Veronika, protagonista indiscussa dell’ultimo thriller di Elisabetta Cametti, che torna a regalare un libro dalla trama estremamente complessa. Seppure allontanatasi da una realtà che la faceva soffrire e rifugiatasi, come sempre, dietro la sua Reflex, c’è un’indagine con cui Veronika deve confrontarsi, abbandonando la fredda Groenlandia e ritornando a New York, dove una squadra di vecchi e nuovi collaboratori la aspetta per dare un senso alle vittime che Caino sta seminando per la città. Continua a leggere “Caino, di Elisabetta Cametti – La recensione”

La tentazione di essere felici, di Lorenzo Marone – La recensione

Cesare Annunziata, settantasette anni sul groppone e moltissimi difetti. È lui il protagonista del romanzo La tentazione di essere felici.

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Non servono molti giri di parole per capire di che personaggio si tratta: burbero al punto giusto, intollerante verso il resto del mondo, nei cui confronti non pare avere alcun ripensamento. D’altronde, neanche coi suoi figli pare abbia sviluppato negli anni consolidati rapporti di stima ed affetto, quanto piuttosto di rancore o addirittura indifferenza.
Ormai vedovo, Cesare vive da solo nell’appartamento condiviso con la defunta moglie. Di fronte a lui, sullo stesso pianerottolo, la gattara (non c’è il rischio che ci si fraintenda, a riguardo: il nostro immaginario è comune), ficcanaso al punto giusto. Ed è proprio su quello stesso pianerottolo che si svilupperà una trama poco scontata.

Cesare, pur connotato da una serie di problematiche caratteriali, non può che destare la simpatia dei lettori, me compresa, che addirittura leggendo ho rinvenuto in me stessa intolleranze varie nei confronti del genere umano che a ventisette anni di età non dovrei avere.

Un incontro si rivela fondamentale, e per gli sviluppi della trama del libro e per il suo stesso personaggio. Emma, giovane vicina di Cesare, apparentemente introversa, incuriosisce Cesare e non soltanto per il suo invitante aspetto di donna. L’evoluzione del loro rapporto sarà solo l’appiglio per una crescita interiore non indifferente. Continua a leggere “La tentazione di essere felici, di Lorenzo Marone – La recensione”